La sottilezza dei calibri Piaget aveva aperto una possibilità inedita: il quadrante poteva diventare più generoso, più visibile, più espressivo. Nel 1963 la maison decide di abitarlo con le stesse materie che la gioielleria riserva ai propri pezzi più preziosi.
Turchese, lapislazzuli, malachite, opale, occhio di tigre: pietre ornamentali dai colori intensi e dalla texture naturale, incassate direttamente sul quadrante. Ogni lastra è unica per venatura, colore e reazione alla luce. La manifattura lavora ogni pietra a mano, adattandola alla cassa, calibrando ogni millimetro.
Quella scelta segna una divisione netta tra Piaget e il resto dell’orologeria. Da quel momento il quadrante diventa “il nuovo territorio dell’espressione creativa”.
Al Salone di Basilea del 1969 Piaget presenta la Collection du XXIème Siècle: una collezione manifesto che riunisce orologi-bracciale in oro massiccio, Swinging Sautoirs — orologi-ciondolo da portare al collo invece che al polso — e pezzi in cui la funzione di misurare il tempo diventa quasi secondaria rispetto all’identità scultorea dell’oggetto.
I quadranti sono in pietra ornamentale. I bracciali sono in oro lavorato, spesso incisi con il Décor Palace, una tecnica di incisione a mano sviluppata internamente: ogni solco tracciato con il bulino, nessun pezzo identico a un altro, una superficie che cattura la luce in modo diverso a ogni angolazione.
Questo è il momento in cui prende forma quello che Piaget chiamerà “Extraleganza”: la sintesi tra eleganza e stravaganza, tra precisione tecnica e libertà creativa, tra orologeria e gioielleria.
Le ultime versioni del 2026 portano sul Limelight Gala due interpretazioni dell’incisione a mano: la Decor Palace — migliaia di segni tracciati con il bulino su quadrante e bracciale, nessuno uguale all’altro — e un nuovo motivo ondulato che evoca il movimento fluido della seta. Entrambi i modelli sono in oro rosa, con diamanti taglio brillante.
integra una pietra ornamentale — occhio di tigre, sodalite blu, giada o onice — direttamente sui componenti strutturali del movimento, mantenendo i 2mm di spessore complessivo.
La pietra viene lavorata con uno strumento da 0,15mm di diametro, il più sottile mai impiegato dalla maison. Per questa edizione Piaget reintroduce il concetto degli anni ’60 dello Style Selector: quattro colori di cassa, quattro pietre ornamentali, ogni pezzo configurato su richiesta del cliente.
A Watches & Wonders 2026 il Polo 79 — la versione che riprende fedelmente l’estetica dell’originale, lanciata nel 2024 per i 45 anni del modello — debutta per la prima volta con un quadrante in sodalite: oro bianco, profondità blu minerale della pietra, gadroon lucidati. Il contrasto tra la superficie geologica della sodalite e la perfezione lucida dell’oro è immediato e del tutto convincente.
Gli anni ’60 e ’70 sono il periodo in cui Piaget sperimenta con maggiore libertà: casse trapezoidali, ovali, a forma di medaglione, orologi da portare al collo come gioielli scultorei.
Il Sixtie riprende la cassa trapezoidale di Jean-Claude Gueit, progettata negli anni ’60. La forma è inconfondibile: un trapezio generoso, femminile nelle proporzioni, che porta il nome dall’era che l’ha ispirata.
A Watches & Wonders 2026 debutta il Sixtie on Strap: cassa in oro rosa con gadroon incisi, cinturino in alligatore blu profondo al posto del bracciale in metallo. Due quadranti disponibili: satin-brushed argentato con numeri romani dorati, o quarzo blu con venature naturali.
Le Swinging Pebbles portano invece al limite estremo la tradizione degli Swinging Sautoirs del 1969 — gli orologi-ciondolo da portare appesi a una catena.
Andy Warhol possedeva sette orologi Piaget. Non li indossava necessariamente: li collezionava, li documentava, li custodiva.
Quattro di quei pezzi fanno oggi parte della collezione privata di Piaget. Il rapporto tra Warhol e la manifattura era quello di due visioni estetiche che si riconoscono.
L’orologio con cui Warhol è più identificato è il modello a cuscino del 1972 — cassa da 45mm in oro giallo, gadroon a gradini, calibro automatico Beta 21.
Un oggetto che aveva tutto ciò che Warhol cercava: forme geometriche nette, oro senza compromessi, nessuna concessione alla discrezione. Piaget lo chiamava Black Tie, poi Ref. 15102. Da novembre 2024, grazie a un accordo formale con la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, il segnatempo porta ufficialmente il nome dell’artista.
La collaborazione con la Foundation ha prodotto nel 2025 la Collage Limited Edition: 50 pezzi in oro giallo, quadrante in intarsio di pietre ornamentali — onice nero, serpentino namibiano giallo, opale rosa, crisopraso verde — ispirato a un autoritratto Polaroid del 1986.
Il quadrante suggerisce, non mostra. Il fondello spiega: inciso con il profilo dell’immagine originale e la firma di Warhol.
La produzione Piaget si divide tra due poli: La Côte-aux-Fées, nel Giura svizzero, dove nascono i movimenti dal 1874, e Plan-les-Ouates, a Ginevra, dove nel 2001 la maison inaugura la manifattura che riunisce oltre quaranta professioni diverse sotto lo stesso tetto: orologiai, gioiellieri, incastonatori, incisori, doratori, specialisti nella lavorazione delle pietre ornamentali.
Piaget descrive la propria identità attraverso quattro pilastri: l’Arte del Movimento, l’Arte dell’Oro, l’Arte del Colore e l’Arte della Luce.
Sono linguaggi con cui ogni pezzo è concepito, dal calibro alla superficie, dalla pietra ornamentale alla catena dello Swinging Sautoir. Trovarli tutti e quattro in un singolo oggetto è ciò che Piaget chiama Extraleganza.
Un orologio Piaget si sceglie una volta — e si porta per decenni.
I consulenti Bartorelli conoscono queste collezioni in profondità: la storia di ogni calibro, le differenze tra le versioni nel tempo, il modo in cui un pezzo cambia sul polso. Siamo a disposizione in boutique e attraverso i canali digitali Bartorelli.