Scopri come funziona un orologio automatico: dal movimento alla riserva di carica, i principi della meccanica che animano l'alta orologeria.
Un orologio automatico non ha bisogno di batterie. Si carica da solo, attraverso il movimento naturale del polso di chi lo indossa. È questo il principio che, da secoli, rende la meccanica automatica uno degli emblemi più riconoscibili dell'alta orologeria.
Capire come funziona significa avvicinarsi a un oggetto con maggiore consapevolezza — e apprezzarne il valore in tutta la sua interezza.
La riserva di carica — ovvero l'autonomia del movimento una volta carico — varia generalmente tra le 38 e le 72 ore, a seconda del calibro e della manifattura. Alcuni movimenti raggiungono riserve di 5 o 10 giorni.
Se indossato regolarmente, un orologio automatico mantiene la carica senza interruzioni. Se riposto per qualche giorno, dovrà essere ricaricato — manualmente tramite corona, oppure con un watch winder, un dispositivo che simula il movimento del polso.
Alcuni comportamenti possono compromettere nel tempo la precisione e l'integrità del movimento.
Evitare esposizioni prolungate a campi magnetici intensi — altoparlanti, smartphone a contatto prolungato, apparecchiature elettriche — che possono alterare il bilanciere.
Evitare urti bruschi, che sollecitano gli organi più delicati del movimento. Non caricare manualmente l'orologio in modo eccessivo: la molla motrice ha un sistema di sicurezza, ma un utilizzo scorretto nel tempo può usurarlo.
Affidarsi a un laboratorio specializzato per le revisioni, consigliate ogni 5-7 anni. La manutenzione non è un costo: è parte integrante del valore di un orologio meccanico.
Scegliere un orologio significa scegliere un oggetto progettato per durare. Per orientarsi tra movimenti, manifatture e collezioni, i consulenti Bartorelli sono a disposizione in boutique — con la competenza di chi affianca i propri clienti non solo nell'acquisto, ma nel tempo.