Gli orologi Cartier non sono solo strumenti per misurare il tempo ma espressioni di un'estetica che attraversa più di un secolo senza mai perdere coerenza.

Il Tank, il Santos, la Panthère, il Crash: ognuno di questi modelli ha una storia precisa, un contesto di origine, una logica formale che si può capire. Capirla aiuta a scegliere.

1847–1904: dalla rue de la Paix ai polsi del mondo

1847–1904: dalla rue de la Paix ai polsi del mondo

Santos: il primo orologio da polso moderno

Il Santos de Cartier è ancora in produzione nella versione che riprende fedelmente il disegno originale: cassa quadrata, viti a vista sul quadrante, bracciale integrato. Questi elementi che nel 1904 erano soluzioni tecniche — le viti servivano a fissare le anse — sono diventati nel tempo la firma visiva più riconoscibile del modello.

La versione Santos-Dumont è più sottile e formale — un segnatempo da polso in senso classico, con cassa in oro e cinturino in alligatore. La versione Santos XL è invece quella più contemporanea, con cassa acciaio o bicolor e il sistema QuickSwitch per il cambio rapido del cinturino senza attrezzi.

Tank: la geometria come principio

Il Tank nasce nel 1917, ispirato - secondo la versione ufficiale - alla vista dall'alto dei carri armati impiegati nella Prima Guerra Mondiale: le anse parallele come i cingoli, la cassa rettangolare come la torretta. È una cassa la cui forma non ha nulla di organico — tutto è geometrico, calcolato, intenzionale.

Tank: la geometria come principio

Panthère: il gioiello che misura il tempo

Panthère: il gioiello che misura il tempo

Crash: la scultura al polso

Il Crash nasce nel 1967 dalla filiale londinese di Cartier — e la leggenda vuole che l'ispirazione sia stata la cassa deformata di una Baignoire recuperata da un incidente d'auto. La storia è probabilmente costruita a posteriori, ma il risultato è reale: una cassa asimmetrica, allungata, che sembra plasmata da una forza esterna.

È un oggetto che non ha senso pratico immediato — la lettura dell'ora è difficile, il quadrante segue la deformazione della cassa. Ha invece un senso formale fortissimo: è un'opera d'arte che si porta al polso, in produzione per decenni in tirature limitate. Chi lo sceglie non cerca un cronometro — cerca un oggetto che non esiste altrove.

Crash: la scultura al polso

Come orientarsi tra i modelli Cartier

Ogni modello Cartier risponde a un'esigenza diversa. Il Santos per chi vuole un orologio quotidiano con una storia precisa. Il Tank per chi cerca geometria e sobrietà formale. La Panthère per chi vuole un orologio-gioiello da donna senza compromessi. Il Crash per chi vuole qualcosa che non si spieghi facilmente. 

Un orologio Cartier si capisce. E scegliere quello giusto è già parte dell’esperienza.

I consulenti Bartorelli — concessionari ufficiali Cartier — affiancano i clienti in questa scelta con la conoscenza diretta di ogni referenza: le collezioni, le varianti nel tempo, le differenze tra modelli che a occhio sembrano simili. 

Siamo a disposizione in boutique e attraverso i canali digitali Bartorelli.

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